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LA GUERRA DEI TRENTANNI

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L'Intervento Francese (1635-1638).

Guerra dei Trentanni.

L’Intervento Francese.
Luigi XIII di Borbone re di Francia ed il cardinale Richelieu firmano una serie di trattati:

Falliscono invece sul nascere il congresso di pace aperto a Cologna da papa Urbano VIII e da Venezia (1636) e quello indetto da Cristiano IV re di Danimarca (1637).
Tommaso Francesco di Savoia principe di Carigliano, al servizio della Spagna, occupa di sorpresa Philippsburg (23-24 I 1635), Treviri ed arresta l'elettore Filippo Cristoforo von Sötern arcivescovo di Treviri (26 III 1635), che ha chiesto protezione alla Francia. L'atto fornisce alla Francia il pretesto per la dichiarazione ufficiale di guerra alla Spagna ed ai Paesi Bassi spagnoli (19 V 1635). La dichiarazione di guerra all'Austria arriva appena nel 1638.

L'Invasione dei Paesi Bassi Spagnoli.
Le direttive strategiche del primo ministro spagnolo Olivares nei Paesi Bassi spagnoli sono di mantenere l'offensiva contro le Provincie Unite e difendersi sulla frontiera con la Francia. Fernando d’Asburgo “Cardinale Infante” governatore dei Paesi Bassi infatti invade il ducato di Cleves e toglie agli olandesi la fortezza di Schenkenschanz, su una piccola isola del Reno (1635).
I francesi invadono i Paesi Bassi Spagnoli.Il maresciallo di Châtillon e quello di Brezé con 11.000 uomini (elevati sulla carta a 6.500-7.000 cavalieri e 20.000 fanti) sconfiggono Tommaso Francesco di Savoia principe di Carigliano (figlio di Carlo Emanuele I) al servizio della Spagna con 3.000 cavalieri, 12.000 fanti e 16 cannoni ad Avein (20 V 1635), presso Namur. Gli sconfitti lasciano 4.000 caduti, 1.500 prigionieri e tutti i cannoni. La battaglia è chiamata anche di Avin, Avins o di Avion.
I francesi saccheggiano i dintorni, incendiano Tirlemont, e si uniscono a Frederik Hendrik di Nassau che dispone così di 9.000 cavalieri e 32.000 fanti ed investe Lovanio, ma il tifo, la fame e le diserzioni decimano gli assedianti che sono costretti a ritirarsi.
Henri II de Bourbon principe di Condè con 8.000 cavalieri e 20.000 fanti mette l'assedia a Dole (28 V 1636), difesa da 4.000 uomini che comprendono 6 compagnie del tercio di Louis de La Verne. La città e` bombardata, la guarnigione respinge gli assalti e compie alcune sortite. Giunge un esercito di soccorso guidato dal marchese di Conflans che disturba gli assedianti e riceve rinforzi imperiali e lorenesi. Gli spagnoli avanzano in Piccardia. I francesi levano l'assedio (15 VIII 1636).
I nobili francesi abbandonano l'esercito che a fine anno è reimpatriato dalla flotta olandese.
Lo statholder Frederik Hendrik di Nassau assedia per tutto l'inverno la fortezza di Schenk e ne ottiene la resa (26 IV 1636) ma le malattie impediscono altre offensive.

L’Apice dei successi Imperiali.
In Germania gli imperiali sfruttano il successo militare conseguito a Nördlingen e quello politico della pace di Praga:


L'Anno di Corbie.
Il Cardinale Infante contravviene agli ordini di Olivares ed ordina un'offensiva contro la Francia. Tommaso Francesco di Savoia principe di Carigliano, Johann von Werth (guida la cavalleria bavarese) e Piccolomini con 30.000 fanti e 12.000 cavalieri invadono la Piccardia (12 VII 1636), prendono fortezza di Corbie (14 VIII), sulla Somme, giungono a Pontoise (30 Km da Parigi), respingono i contrattacchi del duca di Longueville e di Rambures, occupano La Capelle (2 VII), Bohain, Vervines, Origny-St.Benoite, Ribemont, Brat e Le Catelet (25 VII).
Luigi XIII rafforza le difese di Parigi, e raduna 3.000 cavalieri e 12.000 fanti (un'altra fonte indica 60.000 uomini) sull'Oise (12 VIII).
27.000 imperiali passano a forza la Somme a Cerisy (notte del 2 VIII). Jean de Werth investe Corbie (7 VIII), difesa da 1.800 francesi guidata dal signore di Gli imperiali prendono Roye (8 VIII) e devastano i dintorni. Dopo otto giorni Soyecourt cede la piazza (15 VIII) causando l'indignazione dei francesi.
Wilielm margravio d’Assia-Cassel con il suo piccolo esercito disturba gli imperiali e gli spagnoli alle spalle.
Luigi XIII con 12.000 cavalieri, 30.000 fanti e 30 cannoni, con Rechelieu, il duca d'Orleans ed il conte di Soisson riprende Roye (22 IX) e blocca Corbie, la cui guarnigione è ridotta dalla dissanteria a 1.300 fanti e 130 cavalieri e si arrende (19 XI).
I francesi ricordano il 1636 come "L'Anno di Corbie". Luigi XIII condanna Soyecourt ad essere scorticato vivo (25 X), ma il francese ripara presso gli spagnoli.
Gallas e Carlo IV duca nominale di Lorena invadono la Franca Contea ma sono rallentati dalla mancanza di corsi d'acqua per il trasporto dell'artiglieria e dei rifornimenti. L’intervento di Bernhard duca di Sassonia-Weimar e l’invasione svedese del Brandeburgo li inducono infine a ritirarsi (X 1636).
L’imperatore Ferdinando II d’Asburgo ottiene al congresso di Ratisbona l’elezione del figlio Ferdinando d’Asburgo re d’Ungheria e Boemia a "Re dei Romani" (22 XII 1636), ma muore durante il ritorno in Austria (15 II 1637). Ferdinando III è meno disposto del padre ad impegnarsi per la causa spagnola.

La Rivincita della Svezia.
La tregua di Stuhmsdorf (12 IX 1635) tra Svezia e Polonia (mediata da Francia, Inghilterra e Olanda) permette l'invio di rinforzi svedesi in Germania.
Johan Banér prende Dömitz (1 XI 1635), sconfiggere gli imperiali a Goldberg (fine 1635) ed a Kyritz, unisce le sue forze a quelle di Lennart Trostensonn e Wrange disponendo così di 15-16-22.000 uomini.
L'esercito riunito svedese scende l’Elba verso Naumberg (IX 1636), affrontato dagli imperiali uniti ai Sassoni, ma con un’abile manovra taglia in due le colonne degli avversari e li sconfigge presso Wittstok (4 X 1636).
Gli svedesi rioccupano il Brandeburgo (V 1637), offrono all'imperatore la chiusura delle ostilità in cambio della cessione della Pomerania, e dopo aver ottenuto un rifiuto rinnovano l’alleanza con la Francia (trattato di Amburgo).

La Riconquista di Breda.
Lo statholder Frederik Hendrik di Nassau raduna a Rammekens 14.000 fanti olandesi, francesi, spagnoli, scozzesi e 32 compagnie di cavalleria (V 1637) per una spedizione con i francesi contro il porto di Dunkerque, ma i venti contrari lo costringono a cambiare obbiettivo e decide di investire Breda, difesa da 4.000 uomini.
Hendrik Casimir van Nassau fallisce un tentativo di prendere di sorpresa la città (21 VII), che è quindi regolarmente investita (26 VII). Sono erette opere di circonvallazione ed allagate vaste zone per ostacolare l'invio di viveri e rinforzi all'interno. Le trincee d'approccio avanzano da tre direzioni.
Fernando d’Asburgo “Cardinale Infante” governatore dei Paesi Bassi giunge in soccorso con 20.000 uomini ma trovando le posizioni olandesi troppo forti compie un diversivo scendendo lungo la valle della Mosa, ricattura Roermond e Venlo.
Gli olandesi persistono l'assedio, iniziano gli attacchi subendo gravi perdite (1 VIII) ed a sette settimane dall'inizio delle operazioni ottengono la resa della città (10 X 1637).
I francesi occupano Cateau Cambrésis, Landrecies (1637) ma sono respinti da Saint Omer (1638).
Frederik Hendrik di Nassau prepara l'investimento di Anversa ma Fernando d’Asburgo “Cardinale Infante” si dimostra un abile avversario: l'avanguardia olandese di 6.000 uomini guidati dal conte William di Nassu è sorpresa dagli spagnoli ed annientata (1638) ed in seguito anche il conte Herny di Nassau è sorpreso con pochi uomini in terreno paludoso, lascia numerosi prigionieri e tutta l'artiglieria (1638).
Due reggimenti irlandesi dai Paesi Bassi spagnoli sono trasferiti in Spagna (1638).

Le Vittorie di Bernhard di Sassonia-Weimar.
La vittoria degli svedesi a Wittstock e la riconquista di Breda, permettono a Bernhard duca di Sassonia-Weimar di tornare all’offensiva, giunge inatteso sul Reno e sconfigge gli imperiali guidati dal romano duca Federico Savelli e da Johann von Werth presso Rheinfelden (1-3 III 1638).
Bernhard duca di Sassonia-Weimar con 15-16.000 uomini, compresi i catturati a Rheinfelden passati a lui, assedia la fortezza chiave di Breisach (5 VI 1638), nel Baden, munita di 135 cannoni e difesa dal barone di Reinach, che non aspettandosi l’assedio ha venduto parte dei viveri.
La città è soccorsa dal generale bavarese Johann von Götz (o von der Götzen) e da quello imperiale duca Federico Savelli con 12-20.000 tedeschi, spagnoli, bavaresi, e 3.000 carri, affrontato nella pianura di Wittenweier (30 VII 1638). Benrhard attacca frontalmente gli imperiali e li colpisce sul fianco destro, che è sbaragliato. Dopo 7 ore di combattimenti gli imperiali sono in rotta lasciando 2.000 tra caduti e feriti, 1.500 prigionieri (tra i quali il duca Federico Savelli), tutte le artiglierie ed i bagagli. Götz rimane con solo 3.000 uomini.
Bernhard lascia 500 caduti ed è raggiunto da 5 reggimenti francesi guidati da Turenne (3.000 uomini) con i quali sorprende e sbaraglia il secondo esercito di soccorso, 5-6.000 uomini guidati da Charles IV duca nominale di Lorena, ad Ochsenfeld/Sennheim, presso Thann (15 X).
Gli ultimi 400 difensori di Breisach si arrendono per fame dopo quattro mesi d’assedio (17 XII 1638). L’Alsazia è quindi interamente occupata ed è reclamata da Bernhard di Sassonia-Weimar.
La città controlla i trasporti fluviali sul Danubio e Johann von Götz propone all'imperatore l'acquisto di asini dall'Italia per intensificare i trasporti via terra.


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