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STORIA e WARGAME

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Il Conflitto si Estende (1702)

Guerra di Successione Spagnola.

La Dichiarazione di Guerra.
Guglielmo III d’Orange re d’Inghilterra muore per una caduta da cavallo (8 III 1702). Gli succede la cognata Anna (figlia di Giacomo II).
Kaiserswerth è attaccata da truppe olandesi, prussiane e del palatinato (16 IV 1702): è il primo atto bellico.
Le Provincie Unite dichiarano guerra alla Francia ed alla Spagna (8 V 1702) seguite dall'Inghilterra (15 V 1702), mentre l’Impero, che non ha riconosciuto Filippo V, dichiara guerra alla Francia ed al duca d’Anjou.
La Francia dispone di 220.502 uomini (le truppe franco-spagnole sono chiamate "Esercito delle Due Corone"). Filippo V re di Spagna si reca nel regno di Napoli (VI 1702).

Eugenio di Savoia in Lombardia.
In Lombardia Eugenio di Savoia con 30.000 uomini blocca Mantova.
Gli imperiali scavano un cunicolo ed una notte penetrano di sorpresa a Cremona (31 I/1 II 1702), presidiata da 7.000 uomini. La reazione dei franco-spagnoli li costringe a ritirarsi ma restano prigionieri Villeroi e 534 altri uomini. Gli imperiali hanno 300 caduti e 700 feriti contro 1.000 caduti ed altrettanti feriti dei franco-spagnoli. Nella difesa si distingue il reggimento irlandese Galmoy che ottiene un aumento di paga.
Il duca di Savoia ritorna a Torino ed apre trattative segrete con l’Impero (II 1702). Filippo V di Borbone re di Spagna giunge a Milano (18 VI 1702) e si unisce al maresciallo Luis-Joseph di Borbone duca di Vendôme. I cantoni cattolici svizzeri (Lucerna, Ury, Scheweiz, Underwalden, Zug, Glarus, Friburgo e Soleure) riconoscono Filippo V (VII 1702).
Vaudémoét con 30.000 francesi si unisce ai 50.000 uomini guidati da Vendôme. I franco-spagnoli sconfiggono il generale Annibale Visconti a Santa Vittoria, inducono Eugenio di Savoia a lasciare l’assedio di Mantova e lo affrontano a Luzzara (14 VIII 1702). Entrambe le parti si dichiarano vincitrici ma Eugenio di Savoia deve ritirarsi dietro al Mincio ed i francesi si rafforzano nel milanese.

I Turbini di Guerra su Trieste.
Il corsaro francese Claude Forbin-Gardanne guida 3 fregate e corvette in Adriatico, intercetta alcuni mercantili veneziani, bombarda Trieste (17 VIII 1702) e taglieggia Fiume.
Il bombardamento notturno di Trieste, eseguito con bombe incendiarie, causa molti danni e nessun caduto; sono quindi scritti i seguenti versi burleschi:


"Turbinus Nuper Tergetum Fulmine Territ - Si Damnun Quaeris - Porcus et Gallus Erit"
Di Guerra il Fulmine - Un Tempo Fa - Tutta Sconvolse questa città
Quai Furon i Danni di un Tanto Male? - Un Gallo Spento, Spento un Maiale.


I Successi della Grande Alleanza in Germania.
In Germania dopo la morte del duca di Holstein-Gottrop gli eredi passano alla Grande Alleanza; i reggimenti di Hannover e Celle minacciano Antonio Ulrico di Brunswick-Wolfenbüttel (II 1702) che abbandona l’alleanza con la Francia ed inducono il duca di Sassonia-Gotha a fare altrettanto mettendo le sue truppe al soldo della Grande Alleanza.
Aderiscono alla Grande Alleanza i Circoli Associati (III 1702), l’Elettore Federico I di Hohenzollern re di Prussia con 14.000 uomini (V 1792, diventano poi 40.000), il vescovo di Treviri (V 1792) e l’Elettore d’Assia-Cassel con 9.000 uomini, per 1/3 pagati da Inghilterra ed Provincie Unite (estate 1702).
Sul Basso Reno John Churchill conte (poi duca) di Marlborough, detto "Caporale John", è riconosciuto comandante delle truppe olandesi se aggregate al corpo inglese (30 VI 1702).
Marlborough, con 65.000 uomini presso Nimega, fronteggia altrettanti francesi guidati dal maresciallo Boufflers, presso Liegi (VII 1702), lascia 25.000 olandesi ed brandeburghesi ad assediare Kaiserswerth e con il grosso copre l'assedio. In due occasione i deputati delle Provincie Unite gli impediscono di attaccare Boufflers.
Dopo la resa di Kaiserwerth, l'esercito della Grande Alleanza occupa Rheinberg, Venloo, Roeremonde e Liegi cacciando i francesi dalla valle della bassa Mosa e dal basso Reno (V-X 1702). Sono così riaperte le comunicazioni tra le Provincie Unite e l’Austria.
In Germania meridionale Ludwig Wilhelm margravio di Baden si appoggia alla linea fortificata di Stollhofen/Stolhoffen (16 Km tra il Reno e la Foresta Nera), passa il Reno presso Speyer, blocca Landau (29 VII 1702) e ne ottiene la resa (12 IX).

I Successi Francesi in Germania Meridionale.
A Luigi XIV si uniscono apertamente l’Elettore Max Emanuel II von Wittelsbach duca di Baviera (IX 1702) con 21.000 uomini, mobilitati grazie ai sussidi francesi, che occupa Ulm, e suo fratello l’Elettore Giuseppe Clemente di Wittesbach arcivescovo di Colonia, che consegna le sue fortezze ai 90.000 francesi guidati dal maresciallo Louis François de Boufflers.
Claude Louis Hector marchese di Villars con l'Armée d'Allemagne passa il Reno a Huningen (a nord di Basilea), saccheggia i territori tedeschi, torna a Huningen (IX) con 30 battaglioni e 40 squadroni, si unisce a 17.000 uomini inviati dall’Elettore di Baviera e guidati dal conte Karl Egon von Furstenburg, occupa l’isola di Schusterinsel, piazza le artiglierie ed inizia la traversata del Reno. Il margravio di Baden cerca di bloccarlo ma è sconfitto a Friedlingen (5 X), lascia perdite soprattutto tra la cavalleria e compromette il fronte della Germania meridionale. Per questa vittoria Villars è nominato maresciallo sul campo dai suoi soldati, promozione poi conferita anche da Luigi XIV.

Le Coste Spagnole.
L’ammiraglio George Rooke salpa da Spithead (29 VI) per attaccare le coste spagnole ma venti contrari lo trattengono un mese nella Manica.
La flotta si presenta davanti Cadige (15 VIII 1702), in Andalusia, il cui governatore marchese di Villadarias dispone solo di 150 ginetti e 300 soldati guidati da Scippione Brancaccio. Gli invasori sbarcano a Roita (22 VIII) e saccheggiano il porto di Santa Maria (1 IX), chiese comprese, dando così il tempo ai difensori di organizzarsi e radunare la popolazione. Il conte Fernan Nuñez con 2 navi di liena francesi ed 8 galee franco-spagnole introduce rinforzi in città. Gli anglo-olandesi bloccano Cadice ma sono disturbati all'esterno dai ginetti ed i loro assalti sono respinti dalla popolazione finché levano l'assedio (15 IX).
Nel ritorno la flotta anglo-olandese assale Vigo (22 X), dove la flotta dell’oro spagnola si è rifugiata ed attende il permesso di scaricare i tesori (Cadige ha il monopolio). Sono presenti 13-15 vascelli francesi, guidati dal maresciallo Château-Renault, e 13 galeoni spagnoli. Il duca di Ormond con parte delle truppe scala i forti riattati all’entrata del porto.
Château-Renault fa affondare le navi di linea francesi della scorta e 4 galeoni spagnoli. I vincitori catturano 9 galeoni ed 8 navi, ottengono un ricco bottino ma i metalli preziosi sono stati sbarcati. Altri 8 vascelli francesi sono affondati alle foci del Tago.

In Florida.
James Moore, governatore della Carolina appronta 600 tra soldati e miliziani e 300 indiani per invadere la Florida.
Il capitano James Daniel scende lungo il fiume San Giovanni e sbarca presso Sant'Agostino, raggiunto via mare dal governatore Moore con 8 schooner ed il grosso delle truppe. La città è difesa da 230 soldati regolari e miliziani, un centinaio di indiani e 1.200 civili volontari, comprese le donne ed i bambini.
Assediati ed assedianti si affrontano in scaramucce terrestri e navali fino all'arrivo di una flotta di soccorso da La Avana. Il governatore Moore incendia le proprie navi e si ritira in Carolina.

La Rivolta dei Camisards.
Nelle Cévennes (Linguadoca) l’assassino dell’abate di Cheyla (24 VII) segna l’inizio della rivolta ugonotta dei Camisards (chiamati così per le camicie bianche) che radunano circa 2.000 guerriglieri sui monti delle Cévennes (all’epoca è chiamata Guerre des Cévennes).

La Prima Crociera di Ducasse.
Il secondo convoglio francese (dopo quello distrutto a Vigo) è guidato da Ducasse (1702).
Parte da Brest per La Coruña, dove deve imbarcare il duca di Albuquerque, nuovo vicer6egrave; della Nuova Spagna.
Gli inglesi, informati dei preparativi, inviano la squadra navale del viceammiraglio Muden ad incrociare al largo di La Coruña. Ducasse grazie al maltempo riesce a entrare ad eludere la flotta inglese ed entra a La Coruña. Muden è rimosso.
Benbow intercetta Ducasse in viaggio per l’America presso Cartagena, gli dà la caccia per 6 giorni di combattimenti ma i capitani inglesi rifiutano di proseguire e la squadra francese riesce a sfuggire. Due capitani inglesi sono condannati a morte e 3 sono radiati dal servizio.
Al ritorno Ducasse incontra la squadra del viceammiraglio Graydon, diretto verso le Antille che si attiene agli ordine ed evita il combattimento. Ducasse rientra a Brest.


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