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STORIA e WARGAME

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Niente Pace per la Spagna (1703)

Guerra di Successione Spagnola.

La Guerra sul Mare.
Il maresciallo Coëtlogon intercetta un convoglio olandese presso Capo de La Roque (22 V 1703) ma i cinque vascelli della scorta si sacrificano permettendo al convoglio di mettersi in salvo.
L’Inghilterra vieta il commercio con Francia e Spagna, atto non riconosciuto dalla Scozia. Contrabbandieri inglesi, olandesi e dei paesi baltici proseguono il commercio. L’Olanda cessa i commerci solo dopo la proposta inglese di aumentare di 10.000 uomini il proprio contingente sul Basso Reno (VI 1703) ed il divieto di commercio all’Ansa da parte dell’Imperatore.
Una squadra olandese si unisce alla squadra inglese nel Mediterraneo (VI 1703) ma è troppo tardi per attuare la progettata occupazione di napoli, quindi le flotte alleati si limitano a bloccare la flotta francese a Tolone.
L’ammiraglio Garotte salpa con un piccolo covoglio francese (fine 1703), giunge nelle Antille, dove non ci sono squadre inglesi, e torna in Europa scortando alcuni galeoni, senza essere intercettato.
Il corsaro francese Claude Forbin-Gardanne con 3 vascelli lascia l'Adriatico e prosegue per il Mediteranno Orientale per intercettare i corsari olandesi di Flessinga (1703-1704).

La Guerra sul Basso Reno.
Sul Basso Reno Marlborough invade l’elettorato di Colonia, prende Bonn (18 V 1703), Huy, le fortezze di Limbourg e Guelders ma il generale olandese Slangenburg è sconfitto dai francesi, numericamente doppi, a Ekeren (VI 1703).
Marlborough è richiamato nei Paesi Bassi ma fallisce la presa di Anversa per l’insubordinazione del generale olandese Cohorn ed i consiglieri olandesi bocciano la sua proposta di forzare la linea del Brabante. Slangenburg è sostituito dal maresciallo di campo Ouwerkerk.
L’Elettore Giuseppe Clemente di Wittesbach arcivescovo di Colonia ripara in Francia.

Il Portogallo Cambia Campo.
Pedro II re del Portogallo, impressionato dalla vittoria di Vigo e convinto dall’abile diplomatico inglese John Methuen, aderisce alla Grande Alleanza (16 V 1703) con 5.000 cavalieri e 20.000 fanti, in cambio di sussidi, truppe, cessioni territoriali e la presenza di Carlo d’Asburgo.
Inghilterra ed Olanda decidono di appoggiare le pretese al trono spagnolo di Carlo d’Asburgo arciduca d’Austria (nipote di Maria di Neuburg regina di Spagna e figlio dell’imperatore Leopoldo I) ed adottano il motto "Niente Pace per la Spagna". L’Inghilterra si fa carico in Spagna del terzo dei sussidi e truppe dovuti dall’Imperatore ed ottiene da Pedro II un trattato commerciale (27 XII 1703). Inglesi ed Olandesi nei primi cinque anni inviano 2.000 cavalieri e 10.000 fanti. Solo navi isolate sfuggono al blocco anglo-olandese tra la Spagna e le sue colonie.

L'Insurrezione Ungherese.
Il fuoriuscito principe Francesco II Rákoczy arruola truppe ruthene reclutate a Mukacevo (oggi in Ucrania) e solleva l'Ungheria contro gli Asburgo. A lui si uniscono numerosi ufficiali ed unità ungheresi che disertano dall’esercito austriaco, tra i quali due reggimenti di ussari (Esterházy e Nádasdy).
Gli insorti liberano la Transilvania, l’Ungheria occidentale, effettuano incursioni in Moravia, in Austria Inferiore fino presso Vienna, e in Stiria, ricevendo promesse d’aiuto da Luigi XIV, da Augusto di Sassonia e dallo Czar Pietro I "Il Grande".
Johann Bornemisza con 20 ussari cattura Maxmilian Starhemberg, fratello del maresciallo imperiale.

Il Tirolo e L'Italia.
Eugenio di Savoia è richiamato dall'Italia e inviato contro i ribelli Ungheresi. In Italia rimane il generale Stahremberg con 6.000 cavalieri e 15.000 fanti.
L’Elettore di Baviera invade il Tirolo ed occupa Innsbruk, coperto da Villars (ha raggiunto Ulm e voleva piuttosto marciare su Vienna). Dall’Italia Louis Joseph duca di Vendôme risale fino a Trento ma i tirolesi insorgono guidati da Martun Sterzinger giudice di Landeck ed obbligano i bavaresi ed i francesi a ritirarsi (VII 1703).
Due reggimenti svizzeri intervengono in Italia a fianco degli spagnoli (1703).
I francesi scoprono le trattative tra Vittorio Amedeo II duca di Savoia e l’Impero. Vedôme, su ordine di Luigi XIV, disarma i 10.000 sabaudi alleati a Benedetto Po (29 IX 1703). Il duca di Savoia, al quale è promesso il titolo regio, aderisce alla Grande Alleanza (8 XI 1703), ottiene un sussidio da Inghilterra e Olanda e la promessa di un ingrandimento territoriale (Monferrato, Alessandria, Valsesia, Valenza e Vigevano). I francesi sono cacciati da Casale Monferrato e soprannominano Vittorio Amedeo "La Volpe di Savoia".

In Germania Meridionale.
Il maresciallo Villars con l'Armée d'Allemagne fronteggia Ludwind margravio del Baden, appoggiato alla linea di Stolhoffen, in aiuto del quale avanza il maresciallo Styrum con altri 19-20.000 imperiali.
Villars riesce ad impedire l’unione dei due eserciti avversari e sconfigge Styrum presso Höchstädt (20 IX 1703). Villars vorrebbe avanzare su Vienna ma è fermato dall’Elettore di Baviera, litiga con lui ed è richiamato in Francia, sostituito dal meno abile Marsin.
Il maresciallo duca di Tallard con 30.000 uomini (compresi il reggimento irlandese Galmoy ed il reggimento di cavalleria Sheldon-irlandais, giunti dall’Italia) occupa Breisach, riporta un successo presso Spira (15 XI) ed ottiene la resa di Landau (18 XI 1703) migliorando le comunicazioni tra la Francia ed i 40.000 francesi in Baviera. L’Imperatore Leopoldo I è costretto a richiamare dall’Italia Eugenio di Savoia disponendo così di 30.000 uomini.

I Camisards.
Nelle Cévennes continua con combattimenti alterni la sanguinosa guerriglia contro i camisards che hanno il controllo della regione (Sauve, Vagnas, Genolhac, Saumane, Sommières e Lussan). Il maresciallo La Baume Montrevel prende il posto di de Broglie (14 II 1703) e riporta un importante successo a Vagnas (2 X 1703).


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