pag. 13                                 Indice Islanda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




 

Riprendiamo quindi la strada circolare, verso la zona nordorientale dell'isola. In questa regione la strada   si dirige verso l'interno e si inoltra negli altopiani desertici che caratterizzano questa zona.

Il paesaggio torna a farsi fantastico e lunare, sconfinate distese desertiche,  interrotte solo da poche fattorie isolate.  

 

Herdubreid m. 1680

Scorgiamo ormai non molto lontana la mole maestosa dell'Herdubreid, una delle piu' belle montagne islandesi, nota anche come la 'regina del deserto islandese', dalla caratteristica forma a panettone, ed anch'essa di origini vulcaniche. Nei suoi dintorni ci sono alcuni splendidi itenerari, pero' purtroppo dobbiamo proseguire.

 

Jokulsargljufur e Dettifoss

Dopo un'altra oretta di strada arriviamo al limite meridionale del parco di Jokulsargljufur, il piu' grande d'Islanda. Il nome tremendo significa 'canalone del fiume ghiacciato', per la presenza, proprio in questa zona del parco, di un ampio canyon scavato dal fiume Jokulsa a Fjollum. Questo grande fiume nasce dal ghiacciaio Vatnajokull e attraversa tutto il parco fino a sfociare a nord nel mare Artico. In questa zona forma una serie di grandi cascate, di cui la piu' famosa e' quella di Dettifoss.

 

Dettifoss

Giunti nei paraggi di questa, fermiamo il nostro mezzo in un ampio parcheggio e ci avviamo per un sentiero che si inoltra all'interno del canyon scavato dal fiume. La cascata, che e' la piu' grande d'Europa,  e' gia' visibile da lontano, in forma di una grande nube di vapore acqueo che si innalza. Man mano che ci si avvicina pero', diventa sempre piu' impressionante il rumore delle acque impetuose che precipitano, in media oltre 500 metri cubi al secondo, ed oggi il fiume sembra piuttosto ingrossato da recenti piogge.

 

Giunti sul bordo della scarpata, la forza delle acque e l'ampiezza delle nuvole di vapore sollevate e' veramente impressionante e coinvolgente.

Ci intratteniamo per un bel po' di tempo e quindi riprendiamo a ritroso il sentiero che ci riporta fuori dal canyon, accompagnati da un sole piacevole.

 

 

 

valle di Vesturdalur

Dopo una trentina di chilometri in direzione nord, si svolta a sinistra, attraversando su di un ponte impressionante il grande fiume prima incontrato (questo attraversamento ha rappresentato per secoli un grande problema per gli islandesi di questa regione! ). Ci fermiamo presso il vicino centro informazioni del parco, e approfittiamo della bella giornata e della temperatura tiepida per prepararci pranzo all'aperto, sulle attrezzate strutture qui presenti. Come al solito non ci facciamo mancare nulla, e imbandiamo una bella tavolata con le provviste dell'   inesauribile carrello, mentre le nostre leccornie non mancano di attirare gli sguardi famelici di un paio di turisti francesi nostri vicini di tavolo.

 

 

Dopo un giretto nell'attrezzato centro visitatori, riprendiamo la strada all'interno del parco, in direzione sud, e ci portiamo nella zona  di Vesturdalur, o 'valle dell'ovest'. La strada scende nella valle attraverso una bassa vegetazione, rigogliosa e ricchissima di bacche, mirtilli e funghi che spuntano qua e la'.

A fondovalle la vegetazione e' splendida, con boschetti tra i piu' ampi d'Islanda. Lasciamo il nostro mezzo nel parcheggio, e ci avviamo per uno dei molti sentieri che partono da qui.

 

 

 

In pochi minuti si raggiunge la zona di Hljodaklettar, 'le rocce dell'eco', caratterizzata da straordinarie formazioni rocciose. Qui infatti le colonne  poligonali basaltiche, tipiche di molte zone d'Islanda, al momento della loro formazione sono state modellate, ripiegate da forze immani; ne sono risultate quindi grandi forme e superfici a nido d'ape,  oppure a canne d'organo inclinate in tutte le direzioni.

 

Le rocce assumono forma di grandi cupole, attraversate in molti punti da piccole grotte lasciate dalla lava.

Con un ampio percorso ad anello, molto pittoresco,  torniamo infine al posteggio. Siccome non e' tardi decidiamo di spostarci ancora una volta, in direzione sud, verso la zona del parco chiamata Holmatungur.

 

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