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STORIA e WARGAME

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L’AFFARE DI SINS

Seconda Guerra di Villmergen

La Dieta d’Arau.
Lucerna chiede l’apertura di trattative di pace, che iniziano a Olten. I cantoni neutrali convocano una dieta generale ad Arau. Basilea e Schaffouse intervengono diplomaticamente a favore dei cattolici per impedire che l’equilibrio della confederazione si spezzi a favore di Berna e Zurigo.
Luigi XIV re di Francia invia il maresciallo James FitzJames duca di Berwick ad ispezionare i confini dell’Alsazia con la Svizzera, ma consiglia all’ambasciatore conte du Luc di premere per la pace (3 VI).
Il conte di Trautmansdorf, inviato austriaco, appoggia l’abate di San Gallo. Il circolo di Svevia ed il duca di Wurtemberg inviano truppe a Costanza e nel Frickthal.
Friburgo vuole multare i baliaggi di Morat ed Echallens, colpevoli di aver inviato truppe all’esercito dei riformati.
Il nunzio pontificio a Lucerna invia il clero nei cantoni cattolici, a proclamare la guerra contro gli eretici, distribuire palle di moschetto benedette, amuleti e rosari. A Roma sono inviate richieste di preghiere rivolte a tutti i santi.
I delegati del Toggenbourg chiedono il riconoscimento come cantone indipendente, ma sono i loro stessi alleati a rifiutare. Villading risponde “Da nessuna parte si usa far diventare i paesani signori”.
Dopo sei settimane le trattative si arenano ed i protestanti riaprono le ostilità. Le truppe del Toggenbourg avanzano verso Uznach, quelle di Zurigo al villaggio di Mettmensläten presso Zoug, alcuni battaglioni di Berna verso Brunig ed Entlibuch, 10.000 uomini guidati dal generale Sacconay si spostano a Mauri (29 VI).
Lucerna ed Uri quindi firmano la pace (18 VII) impegnandosi a cedere Baden, Bremgarten, Mellingen e una parte dei Liberi Baliaggi a Berna e Zurigo, che garantiscono il rispetto delle libertà religiose. I cinque cantoni cattolici si impegnano a non appoggiare l’abate di San Gallo nel caso rifiuti la pace. La pace del 1531 è abolita ed è decretato solo questa deve chiamarsi “Paix-de-Religion”.
Underwald, Schwytz, Zoug e parte della popolazione di Lucerna si dichiarano contrari al trattato inducendo anche il governo di Lucerna a proseguire il conflitto.

L’Occupazione di Sins.
Per intimidire la popolazione di Lucerna ed indurla ad accettare il trattato, il consiglio di Berna ordina al generale Sacconay di inviare un battaglione ad occupare il villaggio di Sins/Seisse/Scins, sulla Reuss.
Il ponte di Sins è presidiato da solo 50 uomini, perchè il terreno è paludoso e povero di risorse.
Sacconay consiglia di inviare forze maggiori ma ottiene solo di poter disporre al piccolo villaggio di Auw, ad una lega da Sins, la quinta brigata (colonnello Petitpierre), pronta di rincalzo.
Il colonnello Monnier con 600 fanti e cavalieri (ogni brigata distacca 100 uomini) occupa Sins (19 VII), causando la fuga nelle foreste della guarnigione e della popolazione.
Frattanto 4.000 leve dei Piccoli Cantoni, composte da contingenti di Schwytz, Underwald e Zoug guidati dal colonnello Réding, da Akermann e dal landammann Muller di Zoug, giungono ingare a Saint Wolfgang, presso Sins, passano il ponte di Gislikon ed arrivano a Kleindietwyl (ore 24:00 del 19 VII), raggiunti da rinforzi di Lucerna e dei Liberi Baliaggi (2.000 uomini), con la notizia dell'occupazione del villaggio. Le truppe cattoliche avanzano in silenzio per la foresta verso Sins (ore 3:00).
Il colonnello Monnier dispone di guardia al ponte 3 compagnie (Roch de Nyon, Warnéry de Morges e Bordier de Genève) guidate dal colonnello Damond de Nyon; un posto di guardia presso il cimitero di Sins, attorno la chiesa che domina il villaggio, e due avamposti sulle strade per Gislikon e Wangen.
Ai suoi ordini ha inoltre una compagnia di chasseurs di Vallorbes e della Valle di Jaoux (capitano Roguin) ed una compagnia di fusiliers di Romainmôtier (capitano Duplessis d’Ependes).
A Sins giunge il colonnello Mullinen con parte della sua brigata (20 VII), che bivacca tra Sins e Auw, compresi 150 dragoni (Wattewille) e 2 pezzi d’artiglieria.
Attorno a Sins i riformati hanno in tutto 1.400 uomini.

Il Combattimento di Sins (20 VII).
Le truppe cattoliche escono dal bosco ed attaccano di sorpresa l’avamposto sulla strada di Gislikon (ore 4:00 del 20 VII). L’aiutante Fischer dà l’allarme. Il colonnello Monnier monta a cavallo con due dragoni ed invia in esplorazione due distaccamenti di 30 uomini (aiutante Fischer e capitano Duplessis).
Fischer disperde un’avanguardia dei cattolici e porta alcuni prigionieri a Sins. Duplessis è accerchiato e si apre la strada alla baionetta.
Monnier rafforza il presidio al cimitero ed avanza con 150 uomini ed alcuni dragoni. Mullinen raduna la sua brigata, si schiera tra gli orti a nord del villaggio e chiama la brigata Petitpiérre.
I cattolici, circa 5.000 uomini, attaccano Sinis da più direzioni, prendono il ponte e le barche.
Il colonnello Damond con il figlio diciassettenne difende lo sbocco del ponte sulla Reuss, attaccato dalle milizie di Zoug, ma dopo due scariche di fucileria deve ritirarsi con le compagnie Roguin e Bordier su Mouri per i sentieri lungo la riva sinistra della Reuss, coperto dal contrattacco della compagnia Roch de Nyon. La ritirata non è disturbata dagli avversari.
I cattolici entrano nel villaggio. Il colonnello Mullinen si ritira verso Moerischwanden, imitato dalla brigata di Petitpierre verso Mouri, inseguiti dai vincitori: il primo lascia 54 caduti e perde 2 cannoni, il secondo perde i bagagli. Monnier rimane isolato a Sins con 150 uomini e ripiega al cimitero.
Il colonnello Réding, Akermann (con lo stendardo di Zoug) e Muller guidano l’assalto delle leve cattoliche contro le mura del cimitero, ma sono i primi a cadere dal fuoco dei moschetti. I difensori respingono tutti gli assalti. Akermann rimane al comando benché ferito, con il landammann Schorno di Schwytz. Alcuni attaccanti aprono il fuoco dai tetti e le finestre che dominano il cimitero. I difensori sono a corto di munizioni.
Il capitano Roguin con 60 uomini effettua una sortita ma è ucciso con molti dei suoi, gli altri raggiungono più tardi la retroguardia della brigata. I cattolici penetrano nel cimitero costringendo Monnier a barricarsi nella chiesa. Gli incendiano della paglia, riempiono di fumo la chiesa e sfondano il portone. Gli ultimi difensori sono uccisi. Monnier, gravemente ferito, è catturato ed inviato a Zoug.
Gli sconfitti lasciano un centinaio di caduti (300 secondo i cattolici) ed altrettanti prigionieri, compresi numerosi ufficiali. I dragoni durante la ritirata perdono 21 uomini e 37 cavalli.

La Ritirata dei Riformati.
Sacconay a Moury raduna le sue truppe ed invia il battaglione Frankhauser sulla strada di Sins, con l’ordine di raccogliere i fuggiaschi. Le truppe di Fankhauser, Petitpierre e Mullinen prendono posizione sul pianoro di Bergenschwyl.
Sacconay lascia due brigate a coprire l’esercito dalla parte di Lindenberg ed invia un’altra brigata a Bergenschwyl. Davel è inviato con una colonna di 2.000 uomini in avanscoperta verso Sins (ore 15:00), giunge indisturbato al villaggio e lo trova abbandonato. I cattolici sono fuggiti nella foresta. Davel seppellisce i caduti e durante la notte, sotto la pioggia, torna a Mouri (arriva alle ore 8:00 del giorno successivo). L’esercito dei riformati leva il campo (ore 12:00) e ripiega sotto la pioggia a Wohlen (ore 20:00).
I riformati, ridotti ad 8.000 uomini abili, si accampano da Bulisacker ai bordi di una foresta, a sud di Villmergen. Il castello d’Hilficon è presidiato da 200 uomini di Losanna guidato dal capitano Polier de Bottens; il villaggio di Villmergen dal battaglione di Moudon guidato dal colonnello Cerjat de Féchy; a destra 5 battaglioni guidati dal colonnello Petitpierre sorvegliano le alture di Sarmensdorf.
Uno dei battaglioni lasciati a Baden è incaricato di prendere posizione a Meiengrun.
Tra le truppe dei riformati scarseggiano i viveri, serpeggiano le malattie ed avvengono alcune diserzioni. Per rianimarle il consiglio di Berna emette un proclama che denuncia il tradimento dei cattolici (22 VII) ed assegna a Sacconay pieni poteri.

L’Armata dei Cinque Cantoni.
L’avvocato Schweizer è nominato comandante dell’esercito di Lucerna e, con il colonnello Sonnerberg e lo stato maggiore, raggiunge il campo di Sarmensdorf (22 VII) che trova in disordine, con gli ufficiali che si insultano tra loro (Traîtres, Coquins, Câches e Têtes á Perruques).
Sono presenti truppe di Lucerna, Uri, Schwitz, Unterwalden e Zug.
Il colonnello Sonnerberg è incaricato di riorganizzare i battaglioni e le brigate; il colonnello Pfyffer è nominato comandante della brigata di Lucerna e delle milizie dei Piccoli Cantoni accampate a Mouri, per attaccare frontalmente i bernesi a Villmergen. Sonnenberg da Sarmensdorf intende attaccare gli avversari sul fianco destro, ma il maltempo blocca le operazioni.


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