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La Battaglia di NEERWINDEN (29 VII 1693).

Guerra della Lega d'Augusta (1693).

I Coalizzati.
Guglielmo III d’Orange re d’Inghilterra e l’Elettore Maximilien Marie Emmanuel II duca di Baviera schierano le truppe inglesi, olandesi, spagnole ed ugonotte sul pianoro di Sainte-Croix davanti la Geete / Piccola Getta, sulla quale sono gettati 7 ponti.
La posizione è rafforzata con terrapieni, ridotte a mezzaluna, carri e fossi.

Sono presenti l'Elettore di Brandeburgo e Charles Henri di Lorena principe di Vaudemont. I comissari delle Provincie Unite consigliano di rifiutare la battaglia mentre il duca di Baviera propone di distruggere i ponti per dimostrare che sono sicuri della vittoria.
In tutto sono 56-61-64-65 battaglioni (32-37.000 fanti), compresi due battaglioni dei tercios di Zúñiga e di Mancheño, 132-142-150 squadroni (18-29.000 cavalieri) e 90-91-100-104 cannoni, oppure a 40-50-60-57.000 uomini in tutto. Per la prima volta sono impegati gli ottimi obici di fabbricazione olandese.

I Francesi.
Il maresciallo François Henry de Montmorency duca di Lussemburgo effettua alcuni attacchi dimostrativi (dalle 13:00 del 29) mentre il grosso avanza silenziosamente in sette colonne . La marcia è rallentata dal terreno fangoso, per la pioggia del giorno precedente, e dalle proteste dei Vieux Corps, che si trovano alla retroguardia ma reclamano il privilegio di stare all'avanguardia e devono essere accontentati.
I reparti raggiungono le posizioni assegnate (22:00) ed il giorno seguente sono già schierati per l’attacco.

Il duca di Lussemburgo non prende una posizione precisa per recarsi dove necessario, accompagnato dallo stato maggiore e dal figlio duca di Montmorency.
Sono presenti le brigate Navarre, Bourdonnais, Lyonnais, Anjou, Artois, Maulevrier, Piémont, Roy, Roussillon, Orléans, Louvois, Reynold e Garde Suisses.
In tutto 86-90-96-98 battaglioni (45-50-54.000 fanti), 160-190-201-210 squadroni (25-29.000 cavalieri) e 2 reggimenti d’artiglieria (70-71-74-80 cannoni), oppure 50-60-66-70-75-80-83.000 uomini.



La Battaglia.

Il Duello delle Artiglierie.
L’artiglieria dei coalizzati apre il fuoco poco dopo l’alba (ore 4:00) causando numerose perdite ai francesi.
L'artiglieria francese è messa in batteria solo qualche ora dopo, ma è meno numerosa ed è svantaggiata dalla posizione più bassa. Gli ufficiali anziani francesi dichiarano di non aver mai visto un simile fuoco d'artiglieria e che ricorda più ad un combattimento di mare che di terra.

L'Attacco Francese.
Il duca di Lussemburgo ordina l'attacco (ore 8:00).
Il reggimento irlandese di Dorrington è il primo a penetrare nei trinceramenti inglesi; il colonnello Barret resta tra i caduti. I francesi occupano il villaggio di Laer.
La colonna guidata dal duca di Berwick conquistano la prima linea di barricate del villaggio di Neerwinden ma si trovano sotto un fuoco incrociato.
Le brigate Rubentel e Montchevreuil avanzano alle ali del villaggio ma gli ostacoli del terreno le costrige ad incolonnarsi dietro alla colonna di Berwick, dove non sono di alcuna utilità.
Gugliemo III fa intervenire dei rinforzi ed i francesi sono ricacciati indietro. Montchevreuil rimane tra i caduti, Rubentel arretra, il duca di Berwick, dopo breve resistenza, rimane isolato dalle sue truppe, è accerchiato, nasconde la coccarda bianca e cerca di confondersi tra gli avversari ma è riconosciuto e catturato da suo zio, il brigadiere Charles Churchill (fratello del duca di Marlborough).
Sull'altra ala il principe di Conti guida l'attacco diversivo e lascia numerose perdite a causa dell'artiglieria avversaria. I dragoni ingaggiano i difensori di Neerlanden.

Il Contrattacco dei Coalizzati su Laer.
Due reggimenti inglesi, rinforzati da truppe dell'Hannover e del Brandeburgo, contrattaccano i francesi nel villaggio di Laer.
Il marchese di Bezons effettua una carica di cavalleria per creare un diversivo ma è ostacolato dal terreno rotto e dalle fortificazioni, ed è due volte respinto. Solo lo squadrone guidato da Maurevert penetra nel villaggio ma è massacrato.
I coalizzati riconquistano Laer e ributtano i francesi sulle posizioni iniziali.
Sull'altra ala il duca di Nassau porta rinforzi freschi ai difensori di Neerlanden e respinge in disordine i dragoni francesi.
Frattanto il duca di Berwick è portato da Gugliemo d'Orange, che gli chiede se crede che il duca di Lussemburgo si sia già pentito di averlo attaccato. Berwick risponde che potrebbe essere lui a pentirsi; di averlo aspettato.

L'Insolente Nazione.
Il duca di Lussemburgo interviene personalmente sull'ala destra per ricordare che quest'attacco è solo un diversivo.
I francesi rimangono ammassati nel villaggio di Rumsdorp per 2 ore, sotto il fuoco di 3 batterie avversarie. Guglielmo d'Orange si reca presso le proprie batterie per verificare l'efficacia del tiro e vedendo come i francesi si riformano dopo essere stati colpiti esclama "Oh, l’Insolente Nazione!".

Il Secondo Attacco Francese a Neerwinden.
Il duca di Lussemburgo sposta 12 battaglioni dal centro all'ala sinistra e dopo aver lasciato riposare per un ora i reparti già impiegati, ordina un nuovo attacco, affidato al duca di Borbone.
Alcuni reggimenti riprendono Laer mentre il duca di Borbone penetra nel villaggio di Neerwinden, giunge al centro del paese e respinge i contrattacchi dei coalizzati.
Guglielmo III sposta un grosso corpo di fanteria dal settore centrale e lo invia a Neerwinden; i francesi sono nuovamente ricacciati dal villaggio (ore 12:00).
I tre principi, i due marescialli, Albergotti ed il duca di Montmorency consigliano il duca di Lussemburgo di desistere; solo il duca di Bourbon è favorevole a continuare gli attacchi.
Il duca di Lussemburgo prepara le truppe della riserva per il terzo attacco a Neerwinden ed invia una staffetta ad Huy, ordinando al generale Henri conte d'Harcourt di inviare al campo di battaglia la propria cavalleria.
Frattanto il duca di Lussemburgo fa avanzare la cavalleria al centro, per creare una diversione. I coalizzati la lasciano avanzare, effettuano una scarica ravvicinata e la costringono a ripiegare rapidamente. La cavalleria torna una seconda volta all’attacco con lo stesso risultato.

L'Onore della Francia.
Il duca di Lussemburgo raggiunge la fanteria della Maison du Roy, li incita con le parole "Messieurs, souvenez-vous de l’honneur de France!" (Signori, Ricordatevi dell'Onore della Francia) e li conduce a piedi sotto Neerwinden.
L'attacco frontale è assegnato alle brigate del duca di Bourbon, le Gardes Suisses e le Gardes Françaises attaccano affiancati a sinistra. I marescialli Joyeuse e Villeroy chiedono ed ottengono di potersi unire agli attaccanti. Feuquières prende il comando del settore centrale al posto di Villeroy.
Il principe di Conti con le Gardes Suisses e le Gardes Françaises penetrano dentro Neerwinden, contrattaccato da due battaglioni inglesi ed un grosso corpo di rifugiati ugonotti. In soccorso giunge da destre il duca di Lussemburgo con i battaglioni francesi e la Maison du Roy.
Il duca di Lussemburgo è investito dal fuoco di alcuni moschetti ma suo figlio Montmorency gli fa da scudo umano, al prezzo di una leggera ferita grazie alla sua corazza. L'altro figlio, il conte di Lussemburgo, è ferito gravemente ad una gamba (che deve essere amputata).
Gli inglesi ed i prussiani sono respinti casa per casa e buttati fuori dal villaggio. I francesi abbattano parte delle barricate favorendo l'afflusso dei rinforzi.
Guglielmo III sposta altri reparti dal centro all'ala destra e vi interviene personalmente. La lotta prosegue con esisto alterno per il possesso di Neerwinden. Il curato del paese si rifugia sul campanile.

L'Intervento della Cavalleria Francese.
Al centro il marchese di Feuquiéres lancia all'assalto il marchese di Créqui con alcuni battaglioni, prende il comando di alcuni squadroni di cavalleria e carica un punto protetto solo da alcune carrette d'artiglieria.
I cavalieri francesi penetrano in fila per due nelle difese avversarie e si schierano in linea.
I coalizzati contrattaccano con 9 battaglioni ma sono fermati dalla fanteria di Créqui.
Alcuni fanti aprono un varco per il quale penetra in disordine la cavalleria della Maison du Roy, che è controcaricata dalla cavalleria Hannoveriana, poi anche dalle Guardie a cavallo del principe d’Orange, da quelle di Charles Henri di Lorena principe di Vaudémont e da 2 reggimenti inglesi. Per la prima volta la Maison du Roi arretra. Le Coldstram Guars catturano uno stendardo della cavalleria francese della Maison du Roi.
Intervengono i Chevau-Légers che fermano gli avversari dando il tempo ai propri compagni per riordinarsi e tornare all'attacco. In tutto 40.000 cavalieri dei due schieramenti ingaggiano una mischia disordinata.
Un colpo di cannone distrugge la gamba di legno di Rivarolle che esclama ridendo "Ecco dei Gran Tiri ed un Colpo di Cannone Sprecato! Non Sapete che ne Ho Altre Due nella Mia Valigia!".
Il duca di Lussemburgo vede un cavaliere che smonta da cavallo e gli chiede rudemente dove stia andando. Il cavaliere mostra che è ferito e risponde "A morire a quattro passi da qui, contento di aver servito un generale come voi".
Il colonnello marchese di Ruvigny, ugonotto che combatte per i Coalizzati, è disarcionato e catturato ma alcuni ufficiali suoi vecchi compagni d'armi, per evitargli la pena di morte come traditore, lo fanno scappare.
Il maresciallo Joyeuse, ferito, raggiune presso Rumsdorp gli squadroni francesi della riserva. Il principe di Conti è ferito alla spalla, poi da un colpo di sciabola alla testa ed è salvato dall'elmo di ferro.
Il giovane duca di Chartres si getta nella mischia trasgredendo gli ordini. Intervengono anche il duca di Lussemburgo e, dall'altra parte, Guglielmo III senza corazza e con il nastro blu diamantato dell'Ordine della Giarrettiera; un colpo fora la sua parrucca, uno il vestito ed uno distrugge il nasto blu.

L'Intervento del Conte d'Harcourt.
Frattanto il generale Henry conte d'Harcourt con 22 squadroni di cavalleria accorre da Huy al tuonare del cannone, prima ancora che gli arrivi l'ordine, risale il torrente tra Laer e Neerwinden e carica il fianco destro dei coalizzati (ore 15:00).
Il duca di Lussemburgo ordina l'attacco generale. La riserva francese avanza contro Neerlanden.
I coalizzati sono respinti su tutta la linea contro la Geete. Alcuni reparti iniziano a fuggire, ma molti cavalieri muoiono annegati. Guglielmo III ordina la ritirata e protegge i suoi alla testa delle Guardie e sostenuto dalla brigata del conte di Athlone, quasi intatta. Infine Guglielmo III si mette in salvo scortato dal conte di Mérode-Westerloo, mentre il capitano delle sue guardie è catturato.
I francesi inseguono gli avversari in fuga disordinata. Cadono il principe di Brabançon, il conte di Solms e numerosi generali dello stato maggiore. Il duca di Ormond si salva consegnando ai soldati francesi un grosso diamante, ed è preso prigioniero. Il generale olandese Godard barone di Reecle-Ginkel (già ad Aughrim ed all’assedio di Limerik) annega nella Geete.
I coalizzati che occupano Neerlanden incendiano il paese e si ritirano in ordine verso Dormaël, coperti dal fumo.
La stanchezza e la scarsità di munizioni rimaste inducono i francesi a non proseguire l'inseguimento oltre la Geete (ore 16:00).



Bilancio della Battaglia.
È la più sanguinosa battaglia del XVII secolo. Gli inglesi la chiamano battaglia di Landen, gli olandesi battaglia di Landenou, il duca di Lussemburgo vuole chiamarla "Battaglia di Sainte-Croix", i soldati francesi la soprannominano "Bataille des Fascines, per l'alto numero di fascine utilizzate prima negli assalti, poi per coprire le fosse dei caduti.
I coalizzati lasciano 10.473-12-14-18-19-20-22-30.000 tra caduti e feriti. Il numero di feriti si stabilizza a 5.000 (8 VIII).
Cadono numerosi ufficiali, compresi il duca d’Aremberg principe di Barbançon, il colonnello ugonotto du Cambon. Solmes è ferito mortalmente e catturato.
Guglielmo III raggiunge Bruxelles con solo 20.000 uomini (4 VII), ma in seguito conia una medaglia per commemorare la vittoria.
I francesi hanno 2.000 caduti oppure 7.000-7.500-8.000-9.000-10-18.000 tra caduti e feriti (sopratutto tra la fanteria), catturano 1.400-1.500 prigionieri (relativamente pochi), 81-84-104 cannoni ed 8 mortai (richiedono 6 giorni per essere trasportati ad Huy), 77-80-200 bandiere inglesi, olandesi e tedesche, i pontoni, i carriaggi e quasi tutti i bagagli.
Tra i caduti ci sono il generale Gaston de Montchevreuil, il duca di Uzes, Joseph d’Espinay marchese di Ligneris, tenente delle Gardes du Corps, il colonnello Nugent del reggimento irlandese Sheldon, il brigadiere Quoadt (Il duca di Feuillade deve prendere il suo posto e si assenta per un’ora per addingarsi adeguatamente).
Patrick Sarsfield conte di Lucan muore tre giorni dopo per le ferite riportate; le sue ultime sono "If Only it was for Ireland".
Il duca di Berwick è tra i prigionieri ma poco dopo è rilasciato in cambio del duca di Ormond.


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