DEFINIZIONE DI "COPPIA MISTA"

(tratto da http://grazia.blog.it/2007/03/22/le-coppie-miste/)

Prima di tutto è necessario fare un chiarimento sull’aggettivo ‘misto’. In un matrimonio, ad esempio, l’aggettivo misto indica la presenza dei due sessi ma, in questo caso, è più che evidente. Sono perciò altri tipi di differenze all’interno della coppia che la rendono mista.

La collettività è in primo piano: la definizione di ciò che è misto o non lo è, è affidata ai gruppi sociali. Di fatto, oggi, nelle società moderne, i più importanti tra questi soggetti sono gli stati, le chiese con le comunità religiose e infine l’opinione pubblica…
I principi per definire la differenza variano dunque a seconda dei soggetti sociali.

Gli stati: Il criterio di definizione di diversità per lo stato laico è la nazionalità e la cittadinanza. Diventano miste, perciò, le coppie in cui uno dei due proviene da uno stato differente o coppie dove entrambi provengono da diversi paesi.

Le chiese: Nel caso invece che l’istituzione di riferimento sia la Chiesa, la nazionalità non è così importante e quello che fa una coppia “mista” è l’appartenenza a una religione, a una fede. Perciò si può affermare che, ad esempio, per la Chiesa cattolica un matrimonio misto è un matrimonio tra una cristiana e uno scintoista pur essendo entrambi italiani e non invece un matrimonio tra un italiano e una cinese se entrambi sono della stessa professione religiosa.

L’opinione pubblica: Infine anche la società e l’opinione pubblica vanno a definire le differenze. I criteri, in questo caso, diventano più numerosi, confusi e mutevoli. Spesso sono dettate dalle regole delle famiglie di origine. E’ infatti frequente che le famiglie di origine cerchino di sostenere le proprie regole matrimoniali e, non a caso, le discriminazioni più forti provengono dalle famiglie d’origine dei partner. Questo tipo di atteggiamento è importante perché misura in qualche modo il livello di accettazione delle unioni miste da parte della società.