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presente lavoro ha avuto come obiettivo l'analisi ed il
confronto delle condizioni geologico-strutturali, morfologiche,
idrologiche, idrogeologiche ed idrochimiche collegate
alla genesi dei sinkholes. I "casi di studio"
considerati sono rappresentativi di varie tipologie della
dinamica di erosione carsica in contesti differenti nell'ambito
del territorio del Lazio (Italia Centrale).
In particolare sono stati studiati: il
Pozzo del Merro (profondità oltre 390 metri),
Laghi della Regina (profondità 35 m) e Colonnelle
(profondità 57 m) e Lago di S. Giovanni (profondità
16 m) nel sistema idrogeologico dei M. Cornicolani - Acque
Albule, il sinkhole di Marcellina (Rm).

Il sinkhole
di Doganella di Ninfa (profondità 35 m) e i Laghi del
Vescovo nella Pianura Pontina (Lt). Il Lago di Paterno
(profondità 55 m), Pozzo di Mezzo, Pozzo Burino ed un
sinkhole presente nella Piana di San Vittorino nell'area
della Valvelina (Ri).
Il Lago di Posta Fibreno (profondità 10 m) nella
omonima Riserva Naturale (Fr). Si è avuta anche la possibilità
di ottenere informazioni circa la morfologia e l'idrogeologia
di alcuni sinkholes del Messico (Marcus Gary - U.S. Geological
Survey) e della Florida centro settentrionale (rilievi
subacquei da parte dell'autore) da confrontarsi con le
situazioni italiane.
Con il termine "sinkhole" si intende una voragine creatasi
per sprofondamento in vari tipi litologici. In questo
studio il termine è stato usato nel senso più generico
includendo crolli sia in materiali di copertura che nel
"bedrock". Tali fenomeni inoltre hanno velocità di evoluzione
molto variabili con diversa influenza sulla morfologia
del territorio e sul potenziale pericolo che possono rappresentare
per le infrastrutture e le attività umane.
La presenza di acqua all'interno delle cavità ha reso
necessario l'uso di metodologie di indagine particolari
con impiego di tecniche di immersione speleosubacquea
scientifica. In una delle voragini, il "Pozzo del
Merro", si sono utilizzati R.O.V. (Remote, Operated,
Vehicle) per l'esplorazione del settore allagato più profondo.
In questo caso determinate è stato il contributo logistico
ed operativo del Nucleo Sommozzatori dei Vigili del fuoco.
Il sinkhole del Pozzo del Merro si trova entro i limiti
del Parco Naturale di Macchia di Gattaceca e Macchia del
Barco, a quota 130 m, nei Monti Cornicolani presso il
Comune di Sant'Angelo Romano. Sul fondo è presente un
piccolo specchio lacustre che cela una delle voragini
carsiche allagate più profonde del pianeta, praticamente
inesplorata prima della presente ricerca. Grazie all'impiego
dell'immersione scientifica e speleosubacquea lo scrivente,
insieme ad un team di volontari altamente qualificati,
ha realizzato campionamenti e misure morfometriche del
condotto carsico sommerso fino alla profondità di 100
metri.
Successivamente, con la collaborazione del Nucleo Sommozzatori
dei Vigili del Fuoco, sono stati impiegati ROV per proseguire
l'esplorazione visiva della cavità fino alla profondità
di 310 metri (limite operativo delle macchine impiegate)
senza averne ancora individuato il fondo. Le caratteristiche
morfologiche ed idrochimiche lasciano ipotizzare di essere
in presenza di un fenomeno di ipercarsismo geotermico
molto spinto.

I Laghi Regina e Colonnelle (60 m. s. l. m.) nella Piana
di Tivoli, ospitano le scaturigini delle sorgenti geotermiche
mineralizzate e con forti emissioni gassose (CO2, HS)
delle Acque Albule, conosciute fin da epoca Romana, oggi
sono utilizzate per cure idropiniche nei moderni impianti
termali di Bagni di Tivoli. La temperatura di 23 °C costante
durante tutto l'anno evidenzia l'apporto di fluidi geotermici.
Le immersioni sono state finalizzate alla documentazione
video-fotografica delle voragini ed al campionamento delle
acque in prossimità della scaturigine.
Il Lago di S. Giovanni (60 m. s. l. m.) è situato a poche
centinaia di metri a nord delle sorgenti delle Acque Albule
ma è caratterizzato da acque meno mineralizzate e prive
di caratteristiche geotermiche e di emissioni gassose.
La struttura si è rivelata essere una antica grotta, con
presenza di speleotemi, ora allagata e venuta a giorno
a seguito del crollo di parte della volta. L'esplorazione
subacquea ha permesso il rilievo della cavità ed il campionamento
degli speleotemi.
Alcuni chilometri più a sud dell'area cornicolana si è
aperto recentemente (la notte tra il 24 ed il 25 gennaio
2001) un sinkhole in prossimità dell'abitato di Marcellina.
Osservazioni sintetiche sulla morfologia e sull'evoluzione
temporale della voragine sono state compiute dallo scrivente
in collaborazione con il Nucleo Sommozzatori dei Vigili
del Fuoco di Roma.
Il sinkhole di "Doganella" si apre, a quota 30 m., nella
Pianura Pontina a pochi chilometri dalle sorgenti dell'area
protetta di Ninfa alle pendici occidentali del complesso
carbonatico dei Monti Lepini. In questo caso immersioni
subacquee hanno permesso di acquisire importanti dati
morfologici e litologici relativi alla voragine. Il sinkhole
mostra evidenti affinità con quello di Marcellina sia
dal punto di vista litologico che evolutivo.
I Laghi del Vescovo (5 m. s. l. m.) sono una serie
di sinkholes nella Pianura Pontina nell'area compresa
tra il settore più meridionale dei Monti Lepini e il Fiume
Uffente a sud di Sezze. In questo caso le acque sono fortemente
mineralizzate con presenza di alti tenori in CO2 e composti
dello zolfo. Sono state realizzate batimetrie di dettaglio
e campionamenti d'acqua dalla superficie con l'assistenza
tecnico-logistica dei Vigili del Fuoco.
Il Lago di Paterno (430 m. s. l. m.), Il Pozzo di Mezzo
(412 m. s. l. m.) e Pozzo Burino (412 m. s. l. m.) sono
tre sinkholes allineati alla base della struttura carbonatica
dei Monti Reatini lungo le estreme propaggini meridionali
della Cimata di Castello pochi chilometri a Nord di Cittaducale
lungo la statale Salaria. La limitrofa piana di S. Vittorino
(405 m. s. l. m.) si estende fino alla dorsale del Monte
Nuria ed è interessata da vistosi fenomeni di sprofondamento
con formazione di sinkholes di varie dimensioni. In questo
settore si ha la presenza di acque sorgentizie e di pozzi
trivellati a bassa mineralizzazione (circuito carsico
s.s.) alternate ad emissioni puntiformi gassose (CO2,
HS) e a fluidi mineralizzati (Terme di Cotilia).
Una serie di immersioni condotte nel Lago di Paterno hanno
permesso di realizzare una sezione stratigrafica semplificata
della parte sommersa oltre ad una attenta verifica delle
morfologie subacquee.
Il Lago di Posta Fibreno è ubicato al margine meridionale
dei Monti Ernici a quota 289 m. all'interno della Riserva
Naturale del Fibreno. Da questo si origina l'omonimo Fiume.
L'attività subacquea si è concentrata sulla mappatura
di dettaglio delle numerose sorgenti sub-laquali che caratterizzano
il fondo della depressione con una portata complessiva
di 10 m3/s.
Le immersioni nel sistema carsico del Suwannee Basin (Florida
- USA) sono state finalizzate ad un raffronto tra le morfologie
di questo imponente reticolo carsico e quelle delle strutture
carsiche studiate in Italia. Sono state anche effettuate
misure sul campo delle principali caratteristiche fisico-chimiche
delle acque.
I dati relativi ai sinkholes di Rancho La Azufrosa (Messico)
hanno permesso di stabilire un valido paragone tra l'assetto
geologico, idrologico e strutturale di questa zona con
quella dei Monti Cornicolani. Le similitudini sono notevoli
con la presenza in entrambe le situazioni di idrostrutture
carbonatiche molto tettonizzate, confinanti con aree paleo-vulcaniche,
ed interessaste da risalita di fluidi geotermici ed intenso
carsismo. Non è infatti un caso che i sinkholes più profondi
del mondo, Zacaton oltre 300 metri, e il Pozzo del Merro,
oltre 390 metri, si trovino in questi areali.
Dagli studi condotti emergono considerazioni differenti
riguardanti la genesi delle cavità allagate in relazione
alle condizioni idrogeologiche, strutturali e geochimiche
dei sistemi cui fanno riferimento. In alcuni casi i fenomeni
di dissoluzione chimica della roccia, in prevalenza carbonatica,
rappresentano le cause primarie dell'apertura delle cavità
per azione di acque sotterranee caratterizzate da un chimismo
particolare, in altri risultano preminenti fenomeni di
subsidenza catastrofica .
In tutti i casi l'apertura dei sinkholes determina l'affioramento
della falda basale dei diversi sistemi idrogeologici considerati
con conseguente aumento della vulnerabilità della risorsa
idrica e rischio ambientale spesso di grado elevato. La
falda carsica è spesso interessata da apporti più o meno
marcati di fluidi mineralizzati di origine profonda che
danno origine a particolari condizioni chimico-fisiche
che influenzano anche le forme di vita presenti nelle
voragini.
Lo studio dei sinkholes, in particolare in riferimento
ai meccanismi di formazione ed evoluzione, riveste non
solo un valore scientifico ma anche di salvaguardia ambientale
e tutela della sicurezza per le attività umane. Gli aspetti
di sicurezza pubblica sono particolarmente rilevanti nei
casi del sinkhole di Doganella di Ninfa ,
apertosi in modo repentino all'interno di un campo agricolo,
causando anche l'interruzione di una strada locale, e
per le voragini che interessano l'area della Piana di
S. Vittorino già sottoposta a pesanti vincoli edilizi
proprio per la manifesta instabilità del sottosuolo. Anche
il sinkhole di Marcellina costituisce un potenziale pericolo
essendovi a breve distanza un elettrodotto ed un metanodotto
di importanza nazionale. Nel caso del sinkhole del
Pozzo del Merro siamo in presenza di una cavità carsica
allagata tra le più ampie e spettacolari del pianeta in
cui affiora la falda basale che, alimentando, tra le altre,
le importanti sorgenti mineralizzate delle Acque Albule,
necessita di estrema cautela per evitare inquinamenti
di qualsivoglia origine. Il Lago di Posta Fibreno, e le
limitrofe sorgenti, rappresentano uno degli ultimi habitat
umidi continentali dell'Italia Centrale ancora sostanzialmente
intatti; nelle cristalline acque vivono diversi organismi
tra i quali la Salmotrutta fibrenii pesce endemico
di questo lago. Le sorgenti, con una portata di 10 m3/sec,
sono ampiamente utilizzate per usi potabili.
L'esplorazione diretta delle cavità allagate ha permesso,
in tutte le situazioni studiate, di ottenere informazioni
nuove che hanno contribuito a modificare, a volte in maniera
sostanziale, quanto si era ipotizzato dalle sole osservazioni
in superficie. Questo dimostra come l'immersione
scientifica, grazie anche alle moderne potenzialità in
termini di equipaggiamenti e tecniche subacquee, possa
essere uno "strumento" molto utile per la ricerca
in ambienti analoghi a quelli oggetto del presente lavoro.
Ulteriore testimonianza dell'interesse che questo tipo
di operazioni destano, anche nel pubblico di non specialisti,
è stata la realizzazione, per conto della RAI Radio Televisione
Italiana, da parte del regista Pippo Cappellano con consulenza
scientifica del prof. Paolo Bono e dello scrivente, del
documentario "Acqua e Fuoco (Il Pozzo senza fondo)"
su alcuni degli aspetti più importanti di questa ricerca.
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