Premessa
Il presente lavoro costituisce un contributo alla conoscenza
di alcuni aspetti concernenti la morfologia carsica di
un settore sommerso della Penisola della Maddalena in
provincia di Siracusa (Sicilia Sud-Orientale).
Le operazioni sono state condotte, nel periodo 28/05/01
- 03/06/01, su iniziativa e con il supporto logistico
del Club Sommozzatori Siracusa nella persona del Presidente
Emanuele Vitale con il patrocinio dell'Associazione "Roma
Sotterranea". Le indagini hanno permesso di delineare
un quadro d'insieme della tipologia dei fenomeni carsici
presenti e della loro correlazione con la speleogenesi
dell'area. In particolare sono state individuate e rilevate
due grotte (Grotta del Faro e Grotta Cerianthus)
non segnalate precedentemente in letteratura ed è stato
effettuato un rilevamento degli spessori e delle caratteristiche
dei sedimenti presenti sul fondo della grotta nota come
"Grotta Gymnasium" (Leonardi R., 1994). Nella Grotta
del Faro sono stati eseguiti campionamenti d'acqua in
prossimità di un'emergenza di acqua dolce presente nel
settore terminale della cavità.
Metodologie utilizzate:
Le operazioni di rilevamento e campionamento in grotta
sono state eseguite secondo gli standard ed i protocolli
di sicurezza consigliati dalle maggiori Scuole di speleologia
subacquea ed Enti di ricerca scientifica subacquea nazionali
ed internazionali (Scuola Nazionale di Speleologia
Subacquea, National Speleological Society, American Academy
of Underwater Science, Internationl School for Scientific
Diving).
Alle consuete operazioni di rilievo morfologico si sono
aggiunte operazioni di prelievo dell'acqua (Grotta del
Faro) mediante un apposito campionatore, utilizzabile
dall'operatore in immersione, e misure dello spessore
dei sedimenti (Grotta Gymnasium) con un'asta graduata.
Le attrezzature impiegate erano adatte all'uso speleosubacqueo
con particolare attenzione alla riserva d'aria costituita
da bibombola con isolatore ed adeguati sistemi di protezione
delle rubinetterie e degli erogatori. L'utilizzo di sistemi
di illuminazione ridondanti montati su casco e l'impiego
tassativo della cima guida hanno garantito, in ogni fase
del lavoro, la massima sicurezza possibile. Gli operatori
impiegati erano in possesso di specifico addestramento
ed esperienza per operazioni in ambienti ostruiti (overhead
environments).
Gli ambienti studiati, nonostante le profondità modeste
e il ridotto sviluppo, rappresentano pur sempre delle
situazioni di elevato rischio nel caso non vengano affrontati
con la preparazione e le attrezzature necessarie. Pertanto
è desiderio dello scrivente sottolineare come sia da evitarsi
nella maniera più assoluta ogni improvvisazione nell'esplorazione
e nello studio delle cavità allagate. Attrezzature dedicate
ed addestramento specifico sono il presupposto irrinunciabile
per svolgere attività di tipo speleosubacqueo in sicurezza.
Inquadramento geologico e morfologico:
La Penisola della Maddalena (carta IGM Foglio 270 Siracusa
II SO) costituisce il prolungamento meridionale della
baia del Porto Grande di Siracusa e, nell'area in esame,
è caratterizzata dalla presenza di falesie costiere strapiombanti
in mare.
La litologia prevalente è di tipo calcarenitico con banchi
metrici interessati da intensa fagliazione e diaclasi.
I depositi, ascrivibili al Miocene, sovrastano vulcaniti
cretaciche evidenziando un'importante lacuna sedimentaria.
L'intera area è interessata da una tettonica distensiva
con piani verticali con rigetti fino a 50 m e con direzione
prevalente NNW-SSE. La Penisola della Maddalena si può
considerare come un Horst interessato da sei ordini di
terrazzamenti, sviluppatesi dal Pliocene inferiore, correlabili
a varie fasi di emersione ed annegamento (Di Grande A.
& Raimondo W., 1983).
La presenza dei terrazzamenti caratterizza la morfologia
subacquea del settore studiato con l'alternanza di zone
pianeggianti interrotte da brusche rotture morfologiche;
a luoghi si localizzano franate con blocchi metrici. Sono
frequenti le evidenze di fenomeni erosivi collegati alla
presenza, in passato durante le fasi di emersione, di
un reticolo fluviale giovanile a regime torrentizio. In
particolare sono chiaramente visibili i solchi degli alvei
dei torrenti e, in prossimità di salti morfologici, le
tipiche cavità subcircolari note come "marmitte dei
giganti"; sul loro fondo sono ancora presenti i massi
che, trasportati dalla forza delle acque, sono stati la
causa stessa della formazione di queste forme erosive.
Le numerose diaclasi e le faglie presenti costituiscono
di frequente linee di debolezza lungo le quali si sono
impostati fenomeni di dissoluzione delle componenti carbonatiche
dei sedimenti con formazione di fessure metriche e condotti
a luoghi percorribili. Ove il fenomeno è stato maggiormente
attivo si è avuta la formazione di grotte.
Le cavità esplorate (Grotta del Faro e Grotta Cerianthus),
pur di dimensioni contenute, sono ben rappresentative
della tipologia dei fenomeni erosivi presenti nell'area.
In particolare la Grotta del Faro presenta speleotemi
diffusi e chiare evidenze di un'erosione prevalentemente
chimica probabilmente ancora attiva almeno nel settore
interessato dal mescolamento di acqua marina ed acqua
dolce (mixing zone). La Grotta Cerianthus, pur a distanza
ridotta da questa, ha caratteristiche morfologiche dissimili
con assenza di speleotemi evidenti, ad esclusione di una
colonna nella parte terminale e presenza di chiari segni
di erosione meccanica a testimonianza della presenza,
in passato, di forti flussi d'acqua.
Grotta del Faro (Lat.
37° 00' 07,6'' N - Long. 15° 20' 08,9'' E)
La cavità presenta uno sviluppo orizzontale ed interessa
rocce carbonatiche (calcareniti). La profondità media
è di 3 m con una penetrazione di circa 20 m (cfr. rilievo).
Il fondo della grotta presenza evidenze dell'azione erosiva
dell'acqua sia con forme di erosione chimica che con tracce
di erosione da flusso. La volta è caratterizzata dalla
diffusa presenza di stalattiti e da alcune campane d'aria.
Il sedimento è presente solo in modesti accumuli ed è
in genere sabbioso con granulometria grossolana.
Particolare caratteristica della cavità è la presenza,
nella sua parte terminale, di una venuta di acqua dolce
evidenziata da un netto haloclino. La presenza di questa
mixing zone determina un incremento della dissoluzione
dei calcari che risulta particolarmente evidente nell'alterazione
dello strato esterno degli speleotemi e delle pareti.
Le analisi condotte sui campioni d'acqua hanno evidenziato
una conducibilità elettrica di 49 ms/cm e pH 8,20. I valori
dell'acqua marina all'esterno della grotta sono 59 ms/cm
e pH 8,53.
Gli organismi che colonizzano l'ambiente mostrano non
solo il consueto trend degli ambienti di grotta ma evidenziano
una brusca rarefazione proprio in prossimità della zona
interessata dall'afflusso di acqua dolce che, evidentemente,
altera le condizioni chimico-fisiche ambientali in modo
tale da influenzare direttamente la possibilità di sopravvivenza
degli organismi più schiettamente marini.
La direzione della cavità ben si accorda con il trend
dominante delle dislocazioni tettoniche e probabilmente
costituisce l'allargamento di fratture lungo un piano
di debolezza strutturale.

Grotta
Cerianthus (Lat. 37° 00' 10,2'' N - Long. 15° 20'
10,2'' E)
La cavità si apre a breve distanza dalla Grotta del Faro
(cfr. rilievo). Al suo interno sono chiaramente visibili
i segni di una spiccata erosione meccanica con formazione
di solchi e marmitte sul fondo. Non si registrano accumuli
di sedimento apprezzabili. L'alterazione carsica risulta
molto debole e praticamente assenti gli speleotemi. Circa
la sua origine è ragionevole ipotizzare che si sia formata
durante la fase di emersione della falesia ad opera delle
acque circolanti favorite dalla presenza di una diaclasi
correlata al reticolo tettonico presente nell'area.

Grotta
Gymnasium
In questo caso si è fatto riferimento al rilievo pubblicato
da R. Leonardi nel 1994. Si è provveduto ad una semplice
stima del tipo e dello spessore dei sedimenti presenti.
Si è notato che gli accumuli di sedimento passano da sabbie
di tipo organogeno a granulometria grossolana a depositi
siltosi e argillosi nelle parti più interne. Lo spessore
aumenta progressivamente fino ad essere superiore alla
lunghezza dell'asta utilizzata come sonda (Tab. 1)
Le caratteristiche granulometriche del fondo influenzano
in modo sostanziale le condizioni di visibilità soprattutto
nelle camere più interne. In questo caso infatti la ristrettezza
di alcuni passaggi porta inevitabilmente il subacqueo
al contatto con il fondo e i sedimenti sono fortemente
mobilizzati. La conseguenza è la repentina riduzione della
visibilità fino al completo azzeramento. Solo l'utilizzo
di adeguati sistemi di progressione e l'addestramento
ad operare in ambienti chiusi e con visibilità zero permettono
di immergersi nella cavità senza rischi eccessivi.
Durante le immersioni è stata notata una differenza tra
l'orientazione delle ultime camere della grotta e quella
riportata nel rilievo di Leonardi; il valore è di circa
80° bussola. Le dimensioni e le caratteristiche morfologiche
risultano invece pienamente concordi con il suddetto rilievo.
Bibliografia:
- American Academy of Underwater Sciences (editor) (1996) "Standars for scientific diving certification and operation of scientific diving programs" AAUS -430 NAHANT ROAD, NAHANT MA (USA) PP. 71.
- Di Grande A., Raimondo W. (1983) "Lineamenti geologici del territorio siracusano tra Palazzolo, Noto, e Siracusa" BOLL. SOC. GEOL. IT. 102 (3) PP. 241-260
(ROMA).
- Fileccia A. (1996) "Speleologia Subacquea" SOCIETÀ SPELEOLOGICA ITALIANA VALLARDI & C. EDITORE PP. 246.
- Leonardi R. (1994) "Contributo alla conoscenza delle grotte sommerse della Penisola della Maddalena (SR)" BOLL. ACC. GIOENIA SCI. NAT. N. 348 PP. 599-620 (CATANIA)
Ringraziamenti:
- Si ringrazia l'Associazione ROMA SOTTERRANEA per il patrocinio dato all'iniziativa.
- Si ringrazia per il prezioso e professionale lavoro svolto il
team subacqueo rappresentato da: Riccardo Malatesta, Giuseppe Pagliarulo, Giorgio Voyazakis Donati.
- Si ringrazia per l'assistenza logistica e per la cortese ospitalità il
Club Sommozzatori Siracusa nella persona del Presidente Emanuele Vitale.
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Nota:
Il presente lavoro contiene dati inediti e si intende utilizzabile solo per consultazione
privata.
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