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Breve cronaca
esplorativa...
Venuti a conoscenza del sito, abbiamo iniziato nella primavera del
2001, le ricognizioni esterne per valutare le informazioni ricevute, peraltro
scarse. Le immersioni in quel periodo erano impossibili causa il regime idrico di piena della risorgenza. Questo
dato, insieme all'analisi del territorio, ci ha fatto intuire possibilità esplorative
interessanti.
La risorgenza si trova nella piana del fiume Amaseno (q. 90m
s.l.m. circa), ai piedi del rilievo dei
Monti Ausoni, in forma di polla di una decina di metri di
diametro, dalla quale ha inizio un corso d'acqua perenne. Immediatamente
sopra, di circa 500m, si trova un polje, valle Lucerna, delimitato a N dal M. Alto 821m, a SE dal M. delle Salere 724m, a S dal M. la Cella 754m, a W dal M. Alto 823m
(omonimo). Inghiottitoio in quota, notevole portata idrica a
valle, circa 400 m di dislivello sulla verticale, erano dati sufficienti per farci sperare in risultati
interessanti.
Nel luglio dello stesso anno, Marco Giordani ed io iniziamo l'esplorazione
speleo-subacquea della risorgenza. La prima immersione ci porta subito a percorrere due pozzi
verticali, intervallati da condotte orizzontali, che ci conducono alla profondità di 27m. Siamo
eccitati, srotoliamo metri e metri di sagola, i nostri fari illuminano gallerie che mai avevano visto
luce. Per la prima volta l'uomo scopre i segreti di Capo
d'Acqua. Le nostre intuizioni si sono dimostrate giuste, stiamo esplorando un complesso carsico allagato di notevoli
dimensioni. Gli ambienti sono comodi, le pareti sono caratterizzate da scallops
taglienti, che danno qualche problema di sagolatura. In questa prima immersione effettuiamo circa 100m di
penetrazione.
La campagna esplorativa va avanti sino a tutto settembre...
Il problema della sagolatura ci porta ad avanzare ed esplorare lentamente, dobbiamo sagolare su
artificiale, utilizziamo fix da 6mm, chiodi ad espansione,
spit. Sperimentiamo per l'occasione il
nuovo "rocpecker" della Petzl, veramente utile; costruiamo anche un trapano
pneumatico, che però non si dimostra all'altezza. Dopo tre immersioni siamo alla progressiva dei 210m, dentro un bellissimo
laminatoio-condotta. La profondità media della grotta è di circa 18-20 m con puntate di
27-28 m.
In altre immersioni viene esplorato speditivamente il tratto compreso tra i 120 e i 190m di
progressiva, caratterizzato da ampie sale di crollo. Non si rilevano evidenti prosecuzioni e/o
diramazioni. Un portale alla progressiva dei 150m per un momento ci fa sperare in un nuovo
ramo: esplorato non darà risultati eclatanti, chiude dopo circa 15m. Attualmente siamo fermi alla progressiva 220m, poco oltre il laminatoio
terminale. Gli ambienti sono molto stretti, la visibilità, anche per la presenza di depositi
argillosi, è molto scarsa. Contiamo di organizzare, per poter
passare, una penetrazione con equipaggiamento minimo ed assetto
all'inglese, supportati da una squadra d'appoggio che trasporti le bombole di
fase. La modesta profondità ci ha consentito l'utilizzo di miscele nitrox (la percentuale di
ossigeno, 21% nell'aria, viene aumentata sino al 36-40%), questo per aumentare la sicurezza delle immersioni ed abbreviare l'eventuale
decompressione. Questo standard operativo è oramai consolidato nel nostro
gruppo, tutti abbiamo seguito corsi per immersioni con utilizzo di
miscele.

La visibilità è buona all'andata ma si riduce al
rientro: per questo bisogna curare molto l'assetto; la temperatura e sui 12°-14°C, un
po' alta per una risorgenza, anche se posta a quota molto bassa, la Foce e
l'Inferniglio stanno sui 6°-8°C. Il nostro intendimento è di inserire l'esame dell'idrogeologia di Capo d'Acqua in un progetto più ampio di studio della piana di Amaseno e dei Monti
Ausoni, zone molto ricche di acque carsiche di diversa
provenienza.
Questo il gruppo con i relativi contributi:
Malatesta Edoardo e Giordani Marco, esplorazione e rilievo.
Caramanna Giorgio e Malatesta Riccardo, ricerca scientifica.
Spaziani Giancarlo, documentazione fotografica e supporto in
immersione.
Sera Antonio, Donati Renato, Bonuccelli Corrado, supporto in
immersione.
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